Editare, gente, editare...

Che bello, tutto sommato, quando si finisce di scattare un matrimonio o una sessione di ritratti.
Si ha quella sensazione del ‘Ah, bene, abbiamo finito, siamo soddisfatte, abbiamo fatto un buon lavoro!’.
Sembra quasi di aver chiuso un capitolo, e invece…
E invece NO!
Qui inizia il bello.
Bisogna:
A. scaricare subito le schede
B. salvare, masterizzare, becappare (lo sappiamo che non si scrive così, ma ci piace di più)
C. iniziare a selezionare
D. tante altre cose che affronteremo in un secondo momento


Ah, la selezione (da leggere con un leggero sospiro)… Un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
Si inizia ad eliminare le foto completamente sbagliate (pochissime nel nostro caso, qualche volta non ce ne sono nemmeno… Che bugiarde che siamo!): occhi chiusi, mossi, brutte espressioni, …
Poi di solito te ne rimangono comunque tante altre.
Inizialmente non sai da dove partire: ok, questa è buona, ma questa forse è anche meglio.
Riguardiamole.
Ancora una volta.
E poi ancora una volta (Laura non fare la furba riguardale!).
Fino a quando si arriva ad un risultato ottimo e ragionevole.
E come nella vita, ognuno, di fronte ad una scelta, reagisce a proprio modo: chi va dritto per la propria strada, senza sentimentalismi; chi invece si sente legato alle proprie immagini e fa fatica a distaccarsene.
Questo è l’editing, una questione di scelte.

Laura e Nicoletta